Liquido amniotico per la cura della distrofia muscolare

Una nuova speranza per i malati di distrofia muscolare

Una nuova speranza si accende per la cura della distrofia muscolare, malattia degenerativa di natura genetica che causa la progressiva perdita di tono e di funzionalità della muscolatura  scheletrica.

Il Dott. Paolo De Coppi, ricercatore presso l’Università di Padova e l’Istituto di Ricerca Pediatrica “Città della Speranza”, ha recentemente pubblicato sulla rivista Stem Cells  i risultati di un interessante studio nel quale, per la prima volta, sono state utilizzate cellule staminali provenienti da liquido amniotico per il trattamento di topi affetti da una grave forma di distrofia muscolare.

I risultati ottenuti sono molto promettenti:  le cellule, trapiantate per via endovenosa, si sono integrate nel compartimento staminale del muscolo e hanno mostrato la capacità di rigenerare nuovo tessuto, portando al recupero della forza muscolare.

Il trapianto dunque non ha soltanto arrestato la progressione della malattia ma, aspetto ancor più significativo, ha determinato lo sviluppo di nuovo muscolo, e ha inoltre allungato le aspettative di vita degli animali trattati.
Ciò rappresenta un grande passo nell’ambito della terapia cellulare, quella branca della medicina rigenerativa in cui la cura di patologie di varia natura è affidata a cellule, opportunamente selezionate  e trattate, e non a farmaci.

I dati pubblicati dal team guidato dal Dott. De Coppi sono ancora preliminari, ma incoraggiano i ricercatori a percorrere questa nuova strada che ha offerto interessanti risultati.

 

 

Medicina rigenerativa

E’ una branca della medicina che si occupa di riparare organi o tessuti danneggiati attraverso la loro rigenerazione biologica anziché la loro sostituzione.
La ricostruzione del tessuto, compromesso da malattie, traumi o dal naturale invecchiamento, porta a riacquistare almeno in parte la funzionalità perduta e può essere ottenuta attraverso approcci differenti:

  • Terapia cellulare: si basa sull’utilizzo di cellule di diversa origine, tra cui cellule staminali che, opportunamente selezionate e stimolate, possono essere differenziate in cellule specializzate dei vari tessuti dell’organismo.
  • Ingegneria tissutale: consiste nella rigenerazione di tessuti lesi attraverso l’utilizzo di strutture di supporto (scaffold) nel quale vengono inserite cellule (staminali  o già differenziate) che proliferano e  producono nuovo  tessuto. Nel tempo questa struttura artificiale si riassorbe e viene sostituita dalla massa tissutale rigenerata.
  • Terapia genica: consiste nel modificare l’informazione genetica alterata (assenza o difetto di uno o più geni) che determina lo sviluppo della patologia attraverso il trasferimento di geni sani. Questa tecnica porta alla riprogrammazione della cellula manipolata.