Cellule staminali del cordone ombelicale e paralisi cerebrale: i risultati del primo trapianto sono positivi.

Trapianto staminali (pic by Tommo4074)

Lo scorso maggio è stato effettuato il primo trapianto di cellule staminali autologhe di origine cordonale su una bimba italiana affetta dalla nascita da Paralisi cerebrale.
Oggi, in un clima di speranza mista a precauzione, si raccolgono i primi successi legati a questa vicenda: a distanza di cinque mesi dal trapianto, la piccola paziente manifesta alcuni segni di miglioramento sia nelle capacità motorie che nel linguaggio.
Il trapianto è stato eseguito nell’ambito di uno studio sperimentale che fa capo alla Prof.ssa Joanne Kurtzberg, primario della Division of Pediatric Blood and Marrow Transplantation presso la Duke University di Durham, North Carolina.
Questo studio, per il quale è ancora attivo il reclutamento di nuovi pazienti, si propone di valutare l’efficacia legata alla somministrazione per via endovenosa di una singola dose di cellule staminali cordonali autologhe criopreservate alla nascita.
I primi risultati sono incoraggianti non solo limitatamente al caso della piccola paziente, ma soprattutto perché si delinea la possibilità di trattare con strumenti nuovi patologie fino ad ora non curabili, ma per le quali era previsto soltanto un supporto di tipo riabilitativo.
Il primo utilizzo del cordone ombelicale come fonte di cellule staminali risale al 1988, anno in cui un bambino affetto da Anemia di Fanconi ha ricevuto il sangue cordonale della sorella.
Da allora le applicazioni cliniche del sangue cordonale sono progressivamente aumentate: attualmente le cellule staminali del cordone ombelicale sono utilizzate per la cura di gravi malattie ematologiche (leucemie, linfomi, mielomi), di disordini del sistema immunitario, di insufficienze midollari, di errori congeniti del metabolismo (vedi Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 303 del 31 dicembre 2009, Allegato1).
Parallelamente a questo utilizzo, che risulta consolidato, si stanno sviluppando una serie di studi sperimentali, tra cui quello sopracitato (fonte Clinical Trial NCT01147653), che allargano le potenzialità di utilizzo del cordone ombelicale e generano nuove speranze.

Qual è l’utilizzo delle cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale?

Le cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale (che sono quindi cellule staminali adulte)

Qual è l'utilizzo delle cellule staminali: applicazioni possibili oggi ma in futuro chissà...

possono essere utilizzate per la cura di numerose patologie del sangue, come varie forme di:

  • leucemie
  • linfomi
  • mielomi

o del sistema immunitario, ad esempio forme di:

  • immunodeficienze combinate gravi (SCID)
  • malattia granulomatosa cronica

o del metabolismo:

  • Sindrome di Hurler
  • malattia di Krabbe

La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana riporta nel numero 303 del 31 dicembre 2009 una lista dettagliata di malattie (più di 70) per le quali è consolidato l’utilizzo delle cellule staminali estratte da: sangue midollare (ovvero derivante dal midollo osseo) sangue periferico (che si ottiene da un normale prelievo venoso), cordone ombelicale (ottenuto attraverso prelievo dalla vena ombelicale) a fini terapeutici.

Parallelamente a questi aspetti esistono numerosi studi sperimentali condotti da gruppi di ricerca internazionali che stanno valutando l’applicazione delle cellule staminali per la cura di malattie quali:

  • diabete di tipo 1 (detto anche diabete giovanile)
  • infarto del miocardio
  • patologie del sistema nervoso (malattia di Parkinson, malattia di Alzheimer, paralisi cerebrale..)

In questo senso numerosi sono i protocolli clinici in corso che prevedono di utilizzare il sangue del cordone ombelicale come preziosa fonte di cellule staminali.