Cellule staminali autologhe per riparare la cornea: il successo è tutto italiano.

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Si chiama Holoclar ed è il primo farmaco al mondo a base di cellule staminali autologhe in grado di curare gravi lesioni della cornea.
E’ stato sviluppato a Modena dal team di ricercatori coordinato dalla Dott.ssa Graziella Pellegrini e dal Dott. Michele De Luca, docenti presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, che da anni condividono l’impegno e la passione per la medicina rigenerativa.
Il punto di partenza è una popolazione di cellule staminali che i ricercatori hanno scoperto risiedere nel limbus, una sottile regione localizzata tra la cornea, la membrana trasparente collocata al centro dell’occhio, e la congiuntiva, la membrana che riveste il bulbo oculare e la parte interna delle palpebre.
Queste cellule, opportunamente isolate dall’occhio del paziente, vengono coltivate in laboratorio e, nell’arco di alcune settimane, viene prodotto un tessuto che, trapiantato sulla superficie corneale danneggiata, è in grado di ricostituire le strutture lesionate da agenti chimici o fisici (ustioni, incidenti sul lavoro..) e di restituire la capacità visiva.
Sono sufficienti poche cellule per ottenere un risultato che non è altrimenti riproducibile in modo spontaneo nel paziente.
Oggi l’utilizzo clinico di Holoclar è stato approvato a livello europeo dall’Emea (Agenzia Europea del Farmaco) che lo ha riconosciuto come prodotto medicinale di terapia avanzata (ATMP) indicato per il trattamento della condizione definita limbal stem cell deficiency (LSCD), ovvero il deficit di cellule staminali corneali dovuto a precedenti episodi traumatici.
Si stima che in Europa il farmaco a base di cellule staminali possa essere somministrato annualmente a circa un migliaio di pazienti, con una percentuale di successo che è superiore all’80% e con la possibilità di trattare anche coloro che da diversi anni riportano i danni corneali.
Holoclar sarà prodotto nei laboratori di Holostem Terapie Avanzate, società di biotecnologie spin-off dell’Università di Modena e Reggio Emilia, di cui fa parte anche l’azienda farmaceutica Chiesi Farmaceutici.
I laboratori di produzione del farmaco sono localizzati presso il Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.