La generazione della pelle a partire dalle cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale

Generazione della pelle e staminali (pic by Sonietta46)

La gelatina di Wharton è una componente del cordone ombelicale di consistenza gelatinosa che, circondando i vasi fetali, li protegge impedendo che queste strutture possano occludersi a causa di attorcigliamenti e compressioni legati ai movimenti del feto.
All’interno della gelatina di Wharton sono presenti cellule staminali mesenchimali, le cui preziose caratteristiche biologiche sono sfruttate in molti progetti di medicina rigenerativa.
Queste cellule, presenti in abbondanza nel tessuto cordonale, sono in grado di proliferare differenziando in numerose tipologie di cellule adulte; sono cellule scarsamente immunogeniche, che raramente inducono problemi di rigetto, e producono molecole fondamentali per la riparazione tissutale.
Per questi motivi sono considerate ottimi candidati nell’ambito di numerosi progetti di ingegneria tissutale, che spaziano dalla ricostituzione della cartilagine al trattamento delle ulcere diabetiche.
Recentemente, un lavoro scientifico pubblicato sulla rivista Stem Cell Translational Medicine, ha mostrato i risultati a cui è approdato un gruppo di ricerca spagnolo che ha sviluppato un metodo per la generazione di mucosa orale e di pelle artificiale a partire dalle cellule staminali mesenchimali della gelatina di Wharton.
I ricercatori hanno sviluppato un modello tridimensionale in cui l’interazione delle cellule staminali mesenchimali con la fibrina, una proteina coinvolta nella coagulazione sanguigna, e con agarosio, un polimero di origine vegetale, determina la crescita di tessuto.
Questo risultato promette di cambiare le prospettive di cura dei pazienti che presentano ferite da ustione e per i quali i tempi di attesa per il trapianto di pelle sono attualmente piuttosto lunghi.
Infatti, al momento, i trapianti di pelle vengono eseguiti attraverso l’innesto di lembi che prendono origine dalla pelle sana degli stessi pazienti, la cui generazione richiede alcune settimane di attesa.
La possibilità di sviluppare nuovo tessuto a partire dalle cellule staminali del cordone ombelicale, e di criopreservare il materiale neosintetizzato in strutture adeguate, permetterà di abbattere in modo importante gli attuali tempi di attesa e di trattare i pazienti ustionati immediatamente dopo il trauma.