Il movimento in gravidanza: il vantaggio è doppio

Movimento in gravidanza (pic by tommo4074)

In una gravidanza fisiologica, ossia priva di complicazioni, la pratica di movimento fisico è fortemente consigliata, poiché aiuta a preservare l’equilibrio pico-fisico della donna.
Nel corso della gravidanza il corpo femminile vive una serie di trasformazioni che coinvolgono la postura, il peso, l’equilibrio, la flessibilità, il tono muscolare, la respirazione.
E’ universalmente riconosciuto che lo svolgimento di un’attività fisica dolce, praticata regolarmente, svolge molteplici effetti: migliora la circolazione e la respirazione, previene disturbi di tipo muscolo-scheletrico, riduce le tensioni croniche, favorisce il rilassamento, migliora il sonno, riduce il rischio di sviluppare il diabete gestazionale.
Recentemente, un gruppo di ricerca dell’Università di Monreal, in Canada, ha dimostrato che l’esercizio fisico in gravidanza svolge effetti benefici anche sul feto, favorendo lo sviluppo cerebrale del bambino.
I ricercatori sono arrivati a queste conclusioni analizzando due gruppi di donne al 2° trimestre di gravidanza: un gruppo non ha svolto alcuna attività fisica, mentre l’altro ha seguito un programma di allenamento dolce, consistito nel praticare 20 minuti di attività per tre volte la settimana.
L’analisi attraverso elettroencefalogramma dei neonati di età compresa tra 8 e 12 giorni ha evidenziato che i bimbi nati da donne che hanno svolto attività fisica in gravidanza presentano maggiori segni di maturità cerebrale. Studi successivi valuteranno se questi primi risultati si traducono in un reale vantaggio nello sviluppo cognitivo, motorio e linguistico del bambino.
Bioscience Institute, che attraverso una serie di iniziative accompagna le future mamme nel loro percorso verso la nascita, organizza ciclicamente corsi di ginnastica pre-parto dedicati a tutte le mamme in attesa.
Nel corso di 4 appuntamenti, in compagnia di un’ostetrica e di un personal trainer, le gestanti riceveranno preziosi consigli riguardanti la postura, la respirazione, il controllo della muscolatura, che saranno personalizzati in funzione della mamma e della sua epoca gestazionale.
La partecipazione agli incontri è gratuita, previa prenotazione telefonica al numero 0549/909905 .

Il diabete gestazionale

Diabete gestazionale (pic by a11sus)

Circa 4 donne su 100 soffrono di diabete gestazionale nel corso della gravidanza.
E’ una condizione strettamente associata agli importanti cambiamenti ormonali che si verificano nel corpo femminile: il sovraccarico di ormoni contrasta l’effetto dell’insulina, ormone prodotto dal pancreas che svolge la funzione di rendere disponibile nei vari organi e tessuti il glucosio presente nel sangue.
In alcune donne pertanto risulta elevato il valore della glicemia: questa condizione, nella maggior parte dei casi, tende a risolversi con il parto, tuttavia costituisce un fattore di rischio per l’insorgenza del diabete di tipo II nella mamma o nel nascituro.
Il diabete gestazionale sopraggiunge in genere in forma asintomatica, anche se talvolta si manifesta con particolari sintomi, a cui è importante prestare attenzione:

  •  aumento della sete
  •  aumentato bisogno di urinare
  •  perdita di peso corporeo
  •  senso di nausea e vomito
  •  frequenti infezioni genitali (cistiti e candidosi)
  •  disturbi alla vista

Il Ministero della Salute ha recentemente aggiornato le raccomandazioni in merito allo screening e alla diagnosi del diabete gestazionale contenute nelle linee guida relative alla gravidanza fisiologica.
Questi documenti prevedono un controllo della glicemia plasmatica a inizio gravidanza, finalizzato a individuare le donne con diabete preesistente e uno screening successivo che viene eseguito in tempistiche differenti sulla base del rischio individuale, che è legato a parametri quali l’età, l’indice di massa corporea, la comparsa di diabete durante precedenti gravidanze, l’anamnesi familiare.
Il metodo di screening per il diabete gestazionale consiste nell’esecuzione di una curva da carico del glucosio, che valuta il livello della glicemia a digiuno e dopo l’assunzione di una soluzione arricchita di glucosio secondo tempistiche prestabilite.
Nella maggior parte delle donne è possibile tenere sotto controllo questo disturbo attraverso una dieta controllata e un’ adeguata attività fisica; in una percentuale di casi variabile tra il 10 e il 20% invece il ginecologo prescrive l’assunzione di insulina.
Esistono infine alcune complicazioni associate al diabete gestazionale, tra cui le più frequenti sono:

  •  gestosi
  •  eccessivo accrescimento del feto , con conseguente
  •  necessità di ricorrere al taglio cesareo e
  •  distocia di spalla, ovvero difficoltà a disimpegnare le spalle durante la fase espulsiva del parto con conseguente rischio di lussazione.
  •  ittero
  •  aumentato rischio di sviluppare diabete di tipo II dopo il parto, in particolare nei successivi 5 anni.