Conservazione e donazione delle cellule staminali in Italia

La Legge italiana su donazione e conservazione delle cellule staminali

 Perché in Italia posso donare ma non conservare le cellule staminali?

In Italia la conservazione delle cellule staminali da sangue del cordone ombelicale è regolamentata dal Decreto Ministeriale 18 novembre 2009 il quale acquisisce e attua la precedente legge 219/2005.

Queste normative consentono di eseguire due diverse tipologie di conservazione del sangue cordonale:

  1. Donazione al Servizio Sanitario Nazionale Italiano (conservazione per uso allogenico a fini solidaristici)
  2. Conservazione autologa ad uso dedicato (ovvero conservazione a uso familiare legata a condizioni cliniche particolari del nascituro o dei familiari)
  • Donazione: i futuri genitori mettono a disposizione della comunità l’unità di sangue cordonale che verrà prelevata: il campione entra a far parte di un registro europeo che rende visibili in tutto il mondo i dati relativi a ogni unità donata; ciascun centro trapianto può attingere a tali informazioni.
  • Conservazione autologa ad uso dedicato: è possibile conservare il sangue cordonale presso una struttura pubblica presente sul territorio nazionale mantenendo il diritto esclusivo a utilizzarlo solo se il nascituro o un suo familiare presenti una patologia per la quale è possibile utilizzare le cellule staminali ad uso terapeutico, oppure deve esistere un elevato rischio di avere figli affetti da patologie curabili con tali cellule.

Non è invece possibile la conservazione ad uso personale presso le strutture pubbliche: è permessa la possibilità di esportare a proprie spese il campione di sangue presso banche operanti all’estero come Bioscience.