Nuova sperimentazione a base di cellule staminali del cordone ombelicale per il trattamento della sordità postnatale

Trial clinico sulla sordità (pic by Patricil)

Le cellule staminali sono cellule immature, non specializzate, che possiedono la capacità di differenziare in cellule adulte appartenenti ad organi e tessuti differenti da quello di origine.
Questa caratteristica, definita plasticità, viene ampiamente sfruttata nel campo della medicina rigenerativa, quella branca della medicina che si propone di recuperare con le cellule staminali l’anatomia e la funzione di tessuti e organi danneggiati in modo irreversibile.
In questo contesto si inserisce una recente sperimentazione clinica di fase 1 basata sull’utilizzo di cellule staminali derivanti dal cordone ombelicale per il trattamento della sordità infantile acquisita in epoca postnatale.
Lo studio, approvato dalla Food and Drug Administration, prevede l’arruolamento di 10 bambini di età compresa tra 6 settimane e 18 mesi di cui è stato congelato, alla nascita, il sangue del cordone ombelicale.
Il gruppo di ricerca, coordinato dal Dott. Samer Fakhri, intende verificare se anche nell’uomo sono riproducibili i brillanti risultati recentemente ottenuti nel modello animale, in cui si è dimostrato che le cellule staminali di origine cordonale sono in grado di migrare nelle regioni danneggiate dell’orecchio interno e di dare origine alle cellule responsabili della funzione uditiva.
Il primo obiettivo sarà quello di valutare la sicurezza e l’efficacia legate al trapianto delle cellule staminali autologhe, il cui impiego potrebbe rappresentare una valida opzione terapeutica per una malattia attualmente trattata solo con interventi chirurgici o con l’ausilio di supporti acustici.
Il protocollo clinico che sarà applicato presso il Children’s Memorial Hermann Hospital di Houston non è invasivo, poiché prevede la somministrazione per via endovenosa delle cellule staminali opportunamente scongelate.
Per i giovani pazienti arruolati la scelta di crioconservare alla nascita il sangue del cordone ombelicale è stata decisiva, poiché ha permesso di intraprendere nuove strade terapeutiche fino ad oggi non percorribili.

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