La gonadotropina corionica umana

Gonadotropina corionica umana (Pic by Barsen)

E’ definito l’ormone della gravidanza, poiché la sua produzione avviene esclusivamente nella donna in stato interessante, in particolare nel corso del primo trimestre.
Viene rilasciata dal trofoblasto, un tessuto primordiale che si genera subito dopo la fecondazione e che darà origine alla placenta.
La sua funzione è quella di stimolare il corpo luteo, una ghiandola che si forma nel corso di ogni ciclo mestruale e che, in assenza di fecondazione, è destinata a degenerare per poi riformarsi nel mese successivo.
Nella donna in stato interessante è importante che il corpo luteo, sotto lo stimolo della gonadotropina, continui a mantenersi vitale per produrre ormoni specifici (progesterone ed estrogeni) che sono fondamentali per favorire l’impianto in utero dell’ovulo fecondato e il corretto proseguimento della gravidanza.
Al termine del primo trimestre la produzione di questi ormoni viene garantita dalla placenta, ormai giunta a completo sviluppo, e i livelli di gonadotropina corionica si abbassano notevolmente fino a stabilizzarsi intorno alla 16° settimana; inizia così la degenerazione del corpo luteo, la cui funzione non è più necessaria.
Date le sue caratteristiche la presenza di gonadotropina, nelle urine o nel sangue, viene utilizzata come indicatore di gravidanza: il suo dosaggio, effettuato nelle prime settimane di gestazione, fornisce una informazione attendibile sullo stato interessante della futura mamma.
In genere la ricerca della gonadotropina corionica umana come indicatore di gravidanza viene effettuata in primo luogo sulle urine, attraverso l’esecuzione del test di gravidanza a stick che la futura mamma esegue in seguito al mancato arrivo delle mestruazioni.
L’informazione viene successivamente confermata dall’esame del sangue che viene prescritto alla mamma a inizio gravidanza, in genere entro la 13° settimana, e che è finalizzato ad accertare il suo stato di salute.

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