La toxoplasmosi in gravidanza

La toxoplasmosi in gravidanza - pic by floridecires

La toxoplasmosi in gravidanza (pic by Floridecires)

La toxoplasmosi è una malattia infettiva causata da un microrganismo, il Toxoplasma gondii , che colonizza come parassita il tratto intestinale di molti animali (mammiferi, uccelli, insetti ).
La trasmissione all’uomo avviene attraverso il ciclo alimentare, tramite l’ingestione di cibo contaminato che contiene al suo interno le cisti del protozoo o che è stato a contatto con escrementi di animali domestici infettati.
Nei soggetti sani la malattia si presenta spesso in forma asintomatica o con un lieve interessamento linfonodale; è al contrario pericolosa nei soggetti immunodepressi e nelle donne in stato interessante, nelle quali può determinare importanti malformazioni fetali.
I rischi che l’infezione può provocare sulla salute del feto sono legati al periodo gestazionale in cui la futura mamma entra a contatto con il microrganismo e determinano problematiche molto diverse.
E’ piuttosto raro che l’infezione possa essere trasmessa al feto nel corso del primo trimestre di gravidanza, tuttavia nell’eventualità che ciò accada, gli effetti sullo sviluppo fetale sono estremamente gravi (lesioni neurologiche, lesioni ossee, calcificazioni intracraniche, ritardo nello sviluppo neuro-motorio, aborto spontaneo…).
Al contrario è più probabile che il feto si possa contagiare nel corso degli ultimi mesi di gravidanza, in un periodo in cui la placenta, molto più ampia e distesa, veicola più facilmente l’agente infettivo.
In questo caso però i rischi per il bambino sono inferiori, e riguardano principalmente il corretto sviluppo degli organi sensoriali (vista e udito).
All’inizio della gravidanza ogni donna viene sottoposta ad un esame di routine, il Toxo-test, finalizzato a rilevare nel sangue della mamma l’esistenza di una adeguata copertura anticorpale che protegge il feto da un eventuale contatto con l’agente infettivo.
Pertanto nel caso in cui il risultato del test sia positivo, ciò significa che la mamma ha contratto in passato la toxoplasmosi, e non esistono rischi per il bambino; al contrario, se l’esame sierologico risulta negativo la mamma deve essere monitorata ogni mese con la ripetizione dello stesso esame.
Poiché il principale veicolo infettivo è rappresentato dall’alimentazione, è importante che la mamma in attesa abbia un comportamento alimentare corretto e che mostri particolare attenzione quando assume cibi che possono contenere tracce del microrganismo, in particolare:

  • verdura e frutta cruda
  • carne cruda e insaccati

Il consumo di questi cibi deve essere fatto dopo un accurato lavaggio oppure previa cottura, procedimento che distrugge il microrganismo.
E’ infine importante lavare con cura le mani dopo avere maneggiato gli alimenti sopracitati, limitare il contatto con animali domestici potenzialmente infetti, ed evitare di manipolare senza protezione la terra di orti o giardini, dove gli animali possono aver defecato.

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