Allattamento materno e virus dell’HIV

Il latte materno sarebbe in grado di immunizzare il piccolo dalla trasmissione del virus

La trasmissione dell’infezione da HIV attraverso l’allattamento al seno è sempre stata un argomento controverso, per la difficoltà a creare una relazione univoca tra lo stadio dell’infezione e il rischio effettivo di contagio.

Di fatto, è sempre stata molto diffusa la tendenza a considerare l’allattamento al seno un gesto che espone il neonato a un forte rischio infettivo, e una delle principali cause di infezione in età infantile.

In questa forma di contagio il virus prende contatto con specifiche cellule bersaglio presenti nella mucosa orale e nella prima parte del tratto gastrointestinale, e viene successivamente veicolato nel sangue e in numerosi organi dando origine a un’infezione sistemica.

Secondo un recente studio il latte materno avrebbe il potere di inibire la trasmissione da HIV

Recenti pubblicazioni scientifiche però sembrano smentire, o comunque, alleggerire, ciò che fino a ora è stata opinione comune: in uno studio pubblicato su Plos Pathogens il gruppo di ricerca coordinato dal Dott. Victor Garcia ha evidenziato che il latte materno possiede un forte potere inibitorio sulla trasmissione dell’infezione da HIV.

L’esperimento

I ricercatori hanno eseguito esperimenti in vivo creando un modello animale molto particolare: hanno trapiantato topi privati dei propri organi di difesa con tessuti umani:

  • midollo osseo
  • fegato
  • timo
  • milza

così da ricreare il sistema immunitario dell’uomo.

Gli animali sono stati infettati con un contagio di tipo orale ed è stata successivamente valutata la capacità del virus di diffondersi nell’organismo in presenza o meno di latte materno.
La differenza tra i due gruppi di animali è stata schiacciante: solo nei topi che non hanno ricevuto latte materno è stato possibile rilevare materiale virale a livello plasmatico o in altri tessuti, come segno della capacità del virus dell’HIV di dare origine a un’infezione produttiva.
I meccanismi che possono spiegare questa azione inibitoria non sono ancora stati chiariti, ma sembra che in questo contesto svolgano un ruolo importante particolari sostanze presenti nel latte materno, quali acidi grassi polinsaturi o proteine di varia natura come lattoferrina e mucina

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