Il Cern e il bosone di Higgs (la particella Dio)

I fisici del CERN annunciano la scoperta della cosiddetta particella Dio

Le porte del CERN (Laboratorio europeo di fisica particellare) si aprono alla stampa mondiale per annunciare quello che gli stessi ricercatori definiscono un miracolo: è stato finalmente catturato il bosone di Higgs, comunemente noto come particella Dio, grazie al quale esiste la massa.
Si tratterebbe di una sorta di “particella messaggero” la quale media l’interazione delle forze fondamentali dell’universo sulle particelle elementari che compongono la materia: la sua esistenza permetterebbe di spiegare l’esistenza della massa e quindi dell’intero universo.
Tutto comincia nel 1964 quando Peter Higgs, fisico britannico, ipotizza l’esistenza della particella subatomica per spiegare la sua teoria relativa all’architettura di base della natura (Modello Standard dell’Universo).
Per decenni i ricercatori hanno dato la caccia a questa “entità”, alimentati da una competizione feroce che ha coinvolto in primis due centri di ricerca di fama mondiale: il CERN di Ginevra e il Fermilab di Chicago.
Per ottenere questo ambizioso risultato miliardi di protoni di sono scontrati nei superacceleratori di particelle localizzati nelle viscere dei laboratori, allo scopo di ricreare le condizioni dell’universo una frazione di secondo dopo la sua nascita.
Due gruppi di ricerca del centro ginevrino hanno presentato i loro risultati ottenuti lavorando in parallelo; i giorni scorsi  i ricercatori hanno anticipato con entusiasmo alla stampa internazionale dati preliminari che confermano una probabilità elevatissima di scoperta, pari a oltre il 99.9 per cento.
L’euforia è ovviamente collettiva , ma l’orgoglio è fortemente  tricolore, se consideriamo che tanti sono gli scienziati italiani che hanno partecipato al progetto, a partire dal
Dott. Sergio Bartolucci, Direttore Scientifico del CERN.

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