Scienza e cultura: Renato Dulbecco e il Progetto Genoma

Il Prof Dulbecco ospite di Che Tempo Che Fa (credit Rai.tv)

Il nome del Professor Renato Dulbecco (scomparso nel febbraio 2012) suona ormai familiare anche ai non addetti ai lavori. Negli anni Il Professore è stato anche volto televisivo e ha spiegato in maniera semplice ma accattivante argomenti  di grande complessità legati al DNA umano.

 

In ambito scientifico il suo nome è strettamente associato al Progetto Genoma di cui è stato coordinatore: nell’ambito degli studi sulla genetica dei tumori ha ottenuto, nel 1975,  il premio Nobel per la medicina, in particolare per le scoperte relative alle interazioni tra cellula e virus tumorali.

Il Progetto Genoma è stato un progetto di ricerca internazionale durato 13 anni (dal 1990 al 2003) in cui numerosi gruppi di ricercatori hanno lavorato per eseguire la mappatura completa del genoma umano, vale a dire identificare tutti i geni che costituiscono il patrimonio genetico dell’individuo e comprenderne la funzione.
Lo scopo principale del progetto era quello di raccogliere tutte le informazioni necessarie a individuare i meccanismi che portano allo sviluppo dei tumori, attraverso l’identificazione delle alterazioni presenti nella sequenza del  DNA.

Il confronto tra sequenze di DNA provenienti da cellule sane con quelle isolate da cellule cancerose prometteva di identificare i geni responsabili di qualunque forma di patologia, rivoluzionando pertanto la diagnosi, la prevenzione e il trattamento di gran parte delle malattie.
Il lavoro è stato enorme e assolutamente unico per dimensioni e impegno: 3 miliardi di unità di DNA umano sono state sequenziate. Tra i grandi successi del Progetto Genoma vi è stata l’identificazione del gene della fibrosi cistica e importanti  contributi nel campo dello studio delle malattie rare. L’input che il progetto ha dato nella comprensione dei meccanismi coinvolti nella genetica dei tumori è stato notevole; i ricercatori hanno tuttavia capito che più di un gene è coinvolto nello sviluppo di una patologia e che le cause sono spesso multifattoriali.

Argomenti di tale complessità venivano spiegati dal Professor Dulbecco con il dono che tutti gli hanno riconosciuto: la capacità di semplificare, senza banalizzare, concetti importanti.
Negli anni che  Dulbecco dedicò allo studi sulla genetica dei tumori paragonò i virus animali responsabili dell’innesco del processo canceroso a “pirati della strada che investono un pedone ferendolo e poi scappano abbandonando il luogo dell’incidente”.

Luigi Nicolais, presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche, con cui il professore ha collaborato) parla di lui come di chi “è stato in grado di avvicinare e chiarire alla gente il ruolo e la funzione sociale del lavoro dello scienziato”.

Nulla di più vero: nel nostro immaginario Renato Dulbecco è stato la figura familiare e rassicurante che ha avvicinato la gente comune ad argomenti complessi e affascinanti;
l’uomo di scienza  con il dono della semplicità e della comunicazione a tutti i livelli.


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