Il trattamento del morbo di Crohn con il trapianto di cellule staminali ematopoietiche

Il Morbo di Chron è una malattia autoimmune infiammatoria dell’apparato digerente che può colpire diverse parti del canale alimentare portando allo sviluppo di regioni infiammate, che presentano ulcere e lesioni a livello dell’intero spessore della parete intestinale e che provocano diversi sintomi: febbre, dolori addominali, diarrea, vomito, eruzioni cutanee, perdita di peso, ritardo di crescita.
Nel nostro paese il Morbo di Crohn, determinato sia da cause genetiche che da fattori ambientali, coinvolge oltre 30.000 persone nelle quali la malattia compare prevalentemente in età giovanile senza portare a una guarigione ma manifestandosi ciclicamente nel corso della vita.
Da circa dieci anni diversi gruppi di ricerca stanno tentando di curare in modo efficace questa malattia nelle sue forme resistenti ai trattamenti convenzionali (trattamenti farmacologici o chirurgici) attraverso il trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe: l’obiettivo di questa procedura è di ricreare ex-novo il sistema immunitario del paziente, eliminando quella componente autoimmune costituita da linfociti autoreattivi “impazziti” che è direttamente coinvolta nell’insorgenza della malattia.
In Italia, già nell’anno 2007 è stato compiuto con successo presso il Centro Trapianti di Midollo della Fondazione Policlinico Mangiagalli di Milano, un primo tentativo di trapianto autologo su quattro pazienti affetti da Morbo di Crohn refrattari alle terapie convenzionali; questo trattamento ha determinato la remissione completa nell’80% dei casi e ha portato numerose altre strutture ospedaliere a seguire lo stesso protocollo.
A livello europeo fino ad oggi sono stati effettuati circa 1500 trapianti di cellule staminali ematopoietiche, prevalentemente di tipo autologo, finalizzati a trattare non solo il Morbo di Crohn ma anche malattie autoimmuni di natura neurologica come la sclerosi multipla e malattie reumatologiche come la sclerodermia e il lupus.
Alla luce di questi risultati è verosimile sperare che anche le cellule staminali ematopoietiche derivate dal sangue del cordone ombelicale possano essere utilizzate allo stesso scopo, se pensiamo che questa preziosa fonte di cellule staminali è attualmente utilizzata al pari delle cellule staminali midollari per il trattamento di oltre 80 patologie di varia natura (leucemie, linfomi, mielomi, insufficienze midollari, disordini del sistema immunitario, errori congeniti del metabolismo) (vedi Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale, numero 303).

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