Dalle cellule staminali ematopoietiche del midollo osseo nasce la speranza per la cura della sclerosi multipla

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Dagli Stati Uniti, in particolare dall’Istituto St. Luke’s Medical Center di Denver, arriva la speranza di trovare una cura per la sclerosi multipla (SM), una malattia neurodegenerativa cronica che coinvolge solo nel nostro paese circa 72.000 persone.
Ad oggi non esiste una cura efficace per la sclerosi multipla, ma solo trattamenti di tipo farmacologico che riescono a contenere la malattia riducendone la progressione e l’aggressività.
Lo studio sperimentale di fase 2 che è stato realizzato presso il St. Luke’s Medical Center ha trattato 24 pazienti affetti dalla forma più diffusa della malattia, la forma recidivante-remittente (SM-RR).
I pazienti sono stati sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe, prelevate dal loro stesso midollo osseo, dopo essere stati sottoposti a un ciclo intensivo di chemioterapia e radioterapia.
Il trapianto di cellule staminali, che ha lo scopo di ricreare ex-novo l’ambiente midollare da cui prendono origine tutte le cellule mature del sangue, è finalizzato a sostituire gli elementi del sistema immunitario che nei soggetti con SM sono alterati e attaccano i tessuti dei pazienti stessi.
In questi pazienti infatti il sistema immunitario, che nel soggetto sano difende l’organismo da sostanze patogene, attacca i componenti del sistema nervoso centrale, in particolare le fibre di mielina che rivestono le cellule nervose, provocando lesioni che portano alla comparsa dei sintomi caratteristici (perdita di sensibilità, debolezza muscolare, difficoltà di movimento e di equilibrio, disturbi visivi..)
Il Dott. Richard Nash, primo autore dello studio, ha riportato con entusiasmo i risultati ottenuti e pubblicati online sulla rivista scientifica Jama Neurology  non sono stati osservati effetti tossici legati al trapianto, e a distanza di 3 anni dal trattamento la maggior parte dei pazienti arruolati non ha avuto ricadute e mostra un importante miglioramento delle funzioni neurologiche.
Questi risultati, seppur preliminari, rappresentano un ottimo punto di partenza per il trattamento non solo della sclerosi multipla, ma di diverse patologie determinate da un’alterata funzionalità del sistema immunitario.
Un augurio che Bioscience Institute si fa è che anche le cellule staminali ematopoietiche provenienti dal sangue del cordone ombelicale vengano utilizzate all’interno di studi sperimentali di questo tipo, se pensiamo che recentemente diversi gruppi di ricerca internazionali hanno sviluppato protocolli sperimentali che sfruttano le loro proprietà biologiche per il trattamento di malattie neurologiche quali la paralisi cerebrale, l’ictus, l’autismo.

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