Paralisi cerebrale infantile: la bambina trapiantata con le cellule staminali del cordone continua a migliorare.

pic by Scarleth Marie

E’ passato poco più di un anno dal giorno in cui la bambina italiana di 5 anni affetta da paralisi cerebrale è stata sottoposta al trapianto autologo di cellule staminali derivanti dal sangue del cordone ombelicale, che i genitori avevano preventivamente conservato alla nascita.
La terapia a cui la bambina – prima paziente italiana – è stata sottoposta rientra in un protocollo sperimentale (NCT01147653) realizzato presso il Medical Center della Duke University ( North Carolina): questo trattamento, basato sulla somministrazione per via endovenosa delle cellule staminali, tenta di migliorare il quadro clinico dei bambini affetti da paralisi cerebrale che, presentando lesioni a carico del sistema nervoso centrale, mostrano disturbi persistenti nella postura e nel movimento, ritardo mentale, episodi epilettici, problemi di linguaggio e di apprendimento.
Lo scorso novembre le prime notizie sullo stato di salute della bambina erano incoraggianti, poiché era già visibile un miglioramento nelle capacità motorie e nel linguaggio. Oggi, a distanza di altri 8 mesi, i risultati della risonanza magnetica non mostrano più le alterazioni precedentemente diagnosticate a carico della corteccia cerebrale e la bambina mostra un notevole recupero sia nelle funzioni cognitive che in quelle motorie.
Il protocollo sperimentale in cui la piccola paziente italiana è stata arruolata è coordinato dalla Dott.ssa Joanne Kurtzberg , che crede fortemente nelle potenzialità delle cellule staminali cordonali per il trattamento di questo tipo di disturbo, e coinvolge a livello mondiale 60 bambini, di età compresa tra 1 e 6 anni, le cui cellule staminali sono state conservate alla nascita.
La decisione di conservare le cellule staminali cordonali del proprio bambino ( www.bioinst.com )  si è rivelata, dunque, una scelta che ha fatto la differenza per le famiglie dei piccoli pazienti, che hanno potuto tentare un approccio finalmente terapeutico- e non più soltanto riabilitativo- rispetto ad una patologia fino ad oggi non curabile.
E’ importante ricordare, infine, che la paralisi cerebrale infantile è una malattia la cui incidenza è pari a 2-3 bambini ogni 1000 nati vivi; la causa di questo disturbo si può ricondurre sia a episodi avvenuti in epoca prenatale (fattori genetici, infezioni materne in gravidanza, agenti tossici in gravidanza, gestosi), che a eventi perinatali (parto precedente alla 32° settimana di gestazione, eventi di ipossia o ischemia) e a eventi postnatali (meningoencefaliti, trauma cranico, arresto cardiocircolatorio prolungato, episodi epilettici prolungati).

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