Nuove disposizioni in materia di conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale.

Con il Decreto del Ministero della Salute del 22 aprile 2014, pubblicato lo scorso 16 giugno sulla Gazzetta Ufficiale, è stata ampliata la lista delle patologie per il cui trattamento è indicato l’utilizzo delle cellule staminali derivanti dal sangue di origine cordonale.
Il decreto 22 aprile 2014 modifica e integra dunque il precedente Decreto 18 novembre 2009, che riporta le “disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo e dedicato”.
Con questa integrazione 3 nuove patologie - Sindrome di Down, Neurofibromatosi di tipo I, Immunodeficienze acquisite – sono state inserite nel precedente elenco, portando quindi a quasi 90 il numero delle malattie per le quali è riconosciuta la validità della conservazione autologa di sangue da cordone ombelicale o della conservazione dedicata (questa modalità di conservazione, lo ricordiamo, è consentita nei casi in cui il neonato o un suo consanguineo presenti alla nascita una patologia per la quale è scientificamente approvato l’utilizzo delle cellule staminali cordonali o nei casi di famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie geneticamente determinate).
Il recente ampliamento documentato con il nuovo Decreto è dovuto al fatto che i pazienti affetti dalle tre patologie sopraelencate sono ad alto rischio di sviluppare neoplasie nel corso della vita.
Nello specifico, la Neurofibromatosi di tipo I è una malattia genetica causata da una mutazione che coinvolge il gene NF1; la malattia colpisce il sistema nervoso e cutaneo, portando allo sviluppo di macchie cutanee nei primi anni di vita e alla successiva comparsa di neurofibromi, cioè masse tumorali in varie parti del corpo. Le eventuali complicazioni della malattia possono inoltre portare allo sviluppo di tumori a livello di ossa, nervo ottico, cervello e surrene, nonché a ritardo mentale, convulsioni, etc…
La Sindrome di Down è una malattie genetica causata dalla trisomia del cromosoma 21, vale a dire dalla presenza di una copia sovrannumeraria del cromosoma 21 rispetto all’assetto cromosomico normale (2 copie per ognuno dei 23 cromosomi esistenti).
I soggetti affetti presentano diverse anomalie anatomiche, problemi cognitivi e di linguaggio, problemi cardiaci, metabolici, disturbi alla vista e all’udito e mostrano un aumentato rischio di sviluppare tumori ematologici (in particolare leucemie).
Le immunodeficienze acquisite sono un gruppo di malattie a carico del sistema immunitario nelle quali il problema immunologico è secondario a svariate malattie o condizioni: neoplasie, malattie autoimmuni, chemioterapia e/o radioterapia, malnutrizione, assunzioni di farmaci immunosoppressivi.Chi soffre di immunodeficienze acquisite presenta un’aumentata sensibilità alle infezioni e una predisposizione all’insorgenza di alcuni tipi di neoplasie.
Bioscience Institute, criobanca che si occupa della conservazione autologa del sangue del cordone ombelicale, con entusiasmo ha preso atto delle nuove disposizioni ministeriali, che sottolineano il valore e il potenziale delle cellule staminali del cordone ombelicale.

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