Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche

pic by GMF-Productions

Quando si parla di cellule staminali ematopoietiche la prima associazione che naturalmente si tende a fare è il trapianto.
Ma che cos’è il trapianto di cellule staminali? In cosa consiste?
Si tratta di una pratica clinica che attraverso l’infusione per via endovenosa di cellule staminali ha lo scopo di ricostituire il tessuto midollare, cioè il materiale contenuto all’interno delle ossa che contiene varie popolazioni di cellule staminali da cui prendono origine tutti gli elementi maturi presenti nel sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine).
Molte malattie del sangue sono causate da una alterata attività del midollo osseo le cui popolazioni di cellule staminali sono malate o non correttamente funzionanti. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche ha lo scopo di sostituire le popolazioni malate del midollo con cellule sane, che possono derivare dallo stesso paziente (trapianto autologo) o da un donatore( trapianto allogenico) e che ricostituiranno l’integrità del midollo.
Prima di procedere con l’infusione delle cellule staminali il paziente viene sottoposto ad un regime definito di “condizionamento” finalizzato a eradicare la malattia: la somministrazione di alte dosi di chemioterapia e/o radioterapia distrugge infatti tutte le popolazioni di cellule staminali presenti in questa sede, tra cui la popolazione malata che causa la patologia.
Lo scopo del regime di condizionamento, che dura in media 7-8 giorni, è duplice:

  • ripulire il midollo osseo delle popolazioni malate facendo spazio alle cellule sane che ripopoleranno normalmente questo ambiente.
  • abbattere le difese immunitarie del paziente, per evitare che le cellule sane appena inoculate possano essere aggredite dai linfociti del paziente e per scongiurare quindi che il trapianto stesso non vada a buon fine.

A distanza di 24-48 ore dal termine della fase di condizionamento il paziente riceve l’infusione di cellule staminali, che vengono introdotte attraverso un catetere venoso centrale nelle stesse modalità con cui si esegue una trasfusione di sangue e che successivamente migreranno nelle cavità midollari.
Inizia una fase molto delicata, definita di aplasia midollare e di pancitopenia periferica: i tempi sono troppo precoci affinchè le cellule staminali appena inoculate possano già proliferare e differenziarsi in cellule mature e il paziente, che ha livelli molto bassi di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, è particolarmente esposto al rischio di infezioni e di emorragie. Il supporto con una terapia antibiotica, antivirale e antiemorragica diventa fondamentale.
A distanza di qualche settimana dal trapianto inizia il recupero ematologico (ricostituzione ematologica): le cellule staminali hanno “attecchito” nella nuova sede e hanno iniziato a generare gli elementi maturi del sangue. Il paziente esce così dalla fase più critica e prosegue il percorso verso il pieno recupero clinico.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>