Cellule staminali autologhe del midollo osseo: al via un nuovo studio per la cura dell’infarto.

Staminali autologhe contro l’infarto (pic by Bill Ward’s Brickpile)

BAMI (Bone Marrow Cells in Acute Myocardial Infarction), un breve acronimo per un grande progetto: oltre 3000 pazienti saranno arruolati in uno studio internazionale che coinvolgerà 11 paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, e che si propone di trapiantare cellule staminali autologhe, derivanti dal midollo osseo, nel cuore di pazienti infartuati, allo scopo di rigenerare i tessuti danneggiati e recuperare la piena funzione cardiaca.
L’infarto è un evento acuto causato dall’ostruzione di un’arteria coronarica: l’improvvisa carenza di ossigeno, non tollerata dal cuore, provoca la degenerazione irreversibile dei tessuti, che vengono sostituiti da tessuto cicatriziale e perdono definitivamente la propria funzione.
L’incidenza di questa patologia, che solo in Italia raggiunge 150.000 casi all’anno, spiega l’interesse della comunità scientifica a individuare strategie terapeutiche innovative finalizzate al recupero strutturale e funzionale dell’organo infartuato.

Il progetto BAMI si fonda su numerose evidenze scientifiche emerse negli ultimi anni nell’ambito della medicina rigenerativa, che hanno dimostrato la capacità delle cellule staminali autologhe di origine midollare di differenziare in cellule cardiache mature le quali colonizzano le regioni colpite da infarto e ricostituiscono nuovo tessuto.

Questo studio, finanziato dalla Commissione Europea, si propone di creare una metodica standardizzata, che dovrà essere adottata in modo universale, e che è relativa a tutte le fasi del progetto, dal prelievo di midollo osseo al trapianto delle cellule isolate.
L’obiettivo è duplice: non solo dimostrare la sicurezza e la fattibilità di questa pratica clinica, ma anche ridurre il tasso di mortalità post-infarto e il numero dei ricoveri successivi al primo episodio miocardico acuto.
Si stima infatti che ogni anno il numero di decessi legati a patologie cardiache successive a un precedente infarto sia pari al 13%, e che il 7% circa dei soggetti con precedente episodio miocardico acuto venga nuovamente ospedalizzato a causa dell’instaurarsi di complicanze.

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