Il trattamento della displasia broncopolmonare con le cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale

cordone ombelicale (pic by freepick)

La displasia broncopolmonare (BPD) è una patologia respiratoria di tipo cronico che colpisce i neonati gravemente pretermine, in particolare i bambini che presentano un peso estremamente basso alla nascita.
In Italia, ogni anno, circa 40.000 neonati sono interessati da questa problema. L’interruzione precoce della gravidanza impedisce un armonico sviluppo polmonare; diventa necessario ricorrere alla ventilazione meccanica che, determinando una eccessiva distensione degli alveoli polmonari, provoca un danno a carico dei polmoni.
Il bambino affetto da displasia broncopolmonare è frequentemente soggetto a sviluppare infezioni polmonari, presenta problemi di accrescimento e in generale la sua qualità di vita risente molto di questo problema.
Ad oggi non esiste un trattamento specifico per la displasia broncopolmonare, per questo motivo negli ultimi anni sono stati messi a punto alcuni approcci che hanno tentato di riparare il danno polmonare sfruttando le potenzialità rigenerative delle cellule staminali.
In particolare, un gruppo di ricerca coreano coordinato dal dott. Won Soon Park ha pubblicato sulla rivista Journal of Pediatrics i risultati di uno studio sperimentale che ha proposto una terapia a base di cellule staminali mesenchimali derivanti dal sangue del cordone ombelicale per questo tipo di patologia.
Lo studio, realizzato presso il Samsung Medical Center di Seoul, ha arruolato 9 neonati prematuri di età gestazionale compresa tra le 24 e le 26 settimane, ad alto rischio di sviluppare displasia broncopolmonare.
I piccoli pazienti hanno ricevuto le cellule staminali per via endotracheale, mostrando di tollerare il trattamento ricevuto senza effetti collaterali degni di nota: nessun bambino ha sviluppato la patologia nelle forme più gravi, e nel complesso, il decorso clinico è stato nettamente migliore rispetto a bambini non arruolati nello studio sperimentale.
Questa valutazione è stata fatta sulla base della durata dei tempi di intubazione, della dose di desametasone somministrato, della severità con cui si sono espressi i segni della malattia.
Lo studio ha dimostrato dunque che un trattamento a base di cellule staminali mesenchimali di origine cordonale risulta una pratica clinica fattibile, sicura, priva di effetti collaterali importanti, che verrà certamente approfondita da studi successivi.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>