Il trattamento del diabete di tipo 2 con le cellule staminali del cordone ombelicale.

Staminali e diabete (Pic by wellcome images )

Si è recentemente concluso il primo studio sperimentale che ha valutato la possibilità di trattare con le cellule staminali del cordone ombelicale alcuni pazienti affetti da diabete di tipo 2.
Questa malattia è una patologia cronica del metabolismo causata da un difetto nella produzione di insulina (insulino-deficienza) oppure da una ridotta sensibilità dell’organismo a questo ormone (insulino-resistenza), portando all’accumulo di glucosio nel sangue.
E’ la forma di diabete più frequente, che colpisce l’individuo adulto e che è legata principalmente allo stile di vita e ai comportamenti alimentari dei soggetti coinvolti.
Da alcuni anni il mondo della ricerca scientifica ha tentato di sfruttare le potenzialità delle cellule staminali del cordone ombelicale per trattare una patologia di grande impatto come il diabete, che colpisce a livello mondiale oltre 350 milioni di persone.
Recentemente, uno studio sperimentale pubblicato sulla rivista scientifica J. Clin. Endocrinol. Metab. (http://jcem.endojournals.org/content/98/9/E1501.full.pdf+html) ha valutato l’efficacia del trapianto di cellule staminali di origine cordonale in tre pazienti con diabete di tipo 2.
Le cellule, provenienti da unità di sangue cordonale di familiari stretti, sono state infuse attraverso un microcatetere nell’arteria pancreatica dorsale; le condizioni dei tre pazienti sono state monitorate nel tempo in relazione ai livelli di glucosio, di peptide C e alla richiesta di insulina prima e dopo il trapianto.
I primi risultati sono promettenti anche se abbastanza eterogenei, essendo diverse le condizioni cliniche dei tre pazienti arruolati: il trapianto è risultato in primo luogo una pratica sicura che non ha determinato la comparsa di eventi avversi.
Nei mesi successivi all’intervento tutti i pazienti hanno mostrato aumentati livelli di peptide c, una proteina la cui concentrazione è indicativa dell’efficacia del trattamento; in un paziente il valore di questo parametro si è mantenuto elevato anche a distanza di due anni dal trapianto.
Infine la richiesta di insulina e di agenti ad azione ipoglicemizzante sono risultati ridotti in tutti i pazienti, il che fa pensare che il trapianto di cellule staminali determini il recupero della funzionalità del pancreas, l’organo deputato alla produzione di insulina.
Questi risultati preliminari dovranno essere confermati da successivi studi in cui sarà necessario arruolare un maggior numero di pazienti da monitorare nell’arco di periodi di tempo più estesi.

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