Le ADSC per il trattamento dell’alopecia androgenetica

L’alopecia androgenetica è la più comune forma di calvizie che interessa entrambi i sessi, mostrando una maggiore prevalenza in quello maschile. È universalmente riconosciuto che la sua origine risieda nell’azione che gli ormoni androgeni svolgono sul bulbo pilifero, con conseguente miniaturizzazione del bulbo e perdita definitiva del capello.
Attualmente i trattamenti non invasivi dell’alopecia androgenetica sono di tipo farmacologico, basati sulla somministrazione orale o topica di farmaci (finasteride nei solo soggetti di sesso maschile, minoxidil in entrambi i sessi) che contrastano o ritardano la caduta del capello.
Si tratta di trattamenti conservativi, non risolutivi del problema, e comunque non efficaci in tutti i pazienti, in particolare nei casi in cui l’alopecia si presenta in una fase già avanzata.
Se fino ad oggi il trapianto di capelli ha rappresentato l’unica alternativa-di tipo chirurgico- a questo trattamento, recentemente è stata messa a punto una nuova metodologia basata sull’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali derivate da tessuto adiposo (ADSC) e dei fattori di crescita che queste producono.
Le ADSC (adipose-derived stem cells) sono cellule staminali adulte la cui innata capacità di differenziarsi in cellule mature appartenenti a tessuti di diversa natura (grasso, cartilagine, tessuto osseo, tessuto connettivo) le pone al centro di numerosi progetti di medicina rigenerativa.
Recenti studi pubblicati in letteratura scientifica hanno mostrato che le cellule staminali mesenchimali producono numerose citochine e fattori di crescita (definiti nel loro complesso conditioned media) che stimolano la crescita del capello in soggetti affetti da alopecia, favorendo la fase anagen, ossia quella di crescita della struttura pilifera.
Il grasso è un tessuto particolarmente ricco di cellule staminali mesenchimali: la facile accessibilità di questo materiale, che può essere prelevato con una semplice procedura di lipoaspirazione, in associazione all’enorme potenziale rigenerativo che le cellule mesenchimali mostrano di possedere spiega il grande interesse della comunità scientifica e l’impiego sempre crescente che queste cellule hanno in campo clinico.
Uno studio recente pubblicato da Suga e collaboratori ha valutato l’effetto dei fattori di crescita secreti dalle ADSC su 22 pazienti affetti da alopecia androgenetica, che sono stati attentamente monitorati attraverso l’analisi tricologica sia prima che dopo il trattamento (PubMed ID:25834689).
I risultati dello studio rappresentano un’ulteriore conferma dell’efficacia del trattamento: si è infatti osservata la ricrescita dei capelli non solo nelle zone in cui i fattori sono stati somministrati, ma anche nelle zone adiacenti trattate con placebo, probabilmente a causa della diffusione dei fattori di crescita nella microcircolazione locale.
Va sottolineata infine la ridotta invasività del trattamento, che si realizza attraverso semplici iniezioni intradermiche e che per questo può essere associato a effetti collaterali di ridotta entità.

Bioscience: tra passato e futuro

Bioscience Institute (www.bioinst.com) nasce nel 2006 come banca di crioconservazione delle cellule staminali del sangue cordonale, in quell’anno inaugura a San Marino la propria sede creando una struttura complessa (Cell Factory) dedicata alla crioconservazione biologica, alla coltura cellulare e alla ricerca scientifica.
Parallelamente all’attività legata alla conservazione autologa delle cellule staminali e grazie alla collaborazione con prestigiose Università italiane, Bioscience ha sviluppato nel corso degli anni progetti di ricerca preclinica e clinica, nel tentativo di estendere a diversi campi della medicina le possibili applicazioni cliniche delle cellule staminali, in particolare delle cellule staminali mesenchimali derivate da tessuto adiposo.
In questi anni Bioscience si è affermata come centro di riferimento per la medicina rigenerativa applicata all’ambito estetico, proponendo alcuni servizi innovativi e totalmente personalizzati (vedi Liposkill), basati sull’utilizzo di cellule autologhe come valida alternativa alle tecniche di tipo tradizionale su base chirurgica e chimica.
Da questa idea è nata lo scorso anno Bioscience Clinic (www.bioinst.ae), frutto dell’esperienza che Bioscience ha maturato in diversi anni di attività in Europa. All’interno di questa struttura, che comprende la Cell Factory, la banca di stoccaggio delle cellule e la clinica si offrono trattamenti personalizzati (ringiovanimento cutaneo, rimodellamento corporeo, correzione delle imperfezioni dermatologiche) basati sull’impiego di cellule autologhe, che permettono di ottenere risultati naturali e duraturi evitando l’impiego di protesi o di componenti artificiali.
Le Cell Factory di Bioscience, (Bioscience Institute a San Marino e Bioscience Clinic a Dubai) si avvalgono di ambienti sterili muniti di raffinati sistemi di controllo dei parametri ambientali, necessari per garantire il massimo standard di sicurezza biologica e quindi la qualità del prodotto finale, in ottemperanza alle rigorose linee guida GMP (Good Manifacturing Practice) che rappresentano la massima espressione di standard qualitativo esistente.