Il latte materno: da oggi è ancora più prezioso!

Risale a sette anni fa la scoperta che all’interno del latte materno sono presenti cellule staminali che il neonato riceve attraverso l’allattamento al seno.
La loro individuazione è frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori della University of Western Australia, che in passato hanno sottolineato come queste cellule abbiano caratteristiche biologiche simili a quelle delle cellule embrionali, e per questo si ritiene di poterle utilizzare in campo clinico per il trattamento di patologie come il diabete, le malattie cardiache e le malattie neurodegenerative ( vedi post pubblicato in data 12/06/2012 ).
Oggi, in occasione del National Breastfeeding and Lactation Symposium recentemente tenutosi a Londra, il gruppo di ricerca australiano ha presentato i recenti risultati a cui è approdato, che documentano il percorso che le cellule staminali fanno dalla mamma al neonato attraverso il latte, e descrivono in quali organi si collocano per differenziarsi in cellule adulte.
La tecnica che hanno utilizzato è curiosa: modificare geneticamente le cellule staminali di femmine di topolini inserendo all’interno del loro DNA il gene tdTomato, che conferisce una colorazione rossa alle cellule dell’animale quando questo viene posto sotto luce fluorescente.
Osservando la progenie nata da questi animali i ricercatori, coordinati dalla Dott.ssa Foteini Hassiotou, hanno constatato che i topolini alla nascita non emettono alcuna fluorescenza, poiché non possiedono il gene modificato presente nel genitore.
Attraverso l’allattamento gli animali ricevono le cellule staminali della madre che vengono assorbite a livello intestinale e che si diffondono in vari distretti corporei mediante il circolo sanguigno.
Il gruppo di ricerca australiano ha tracciato questo percorso e, facendo un attento esame della progenie in età adulta, ha osservato la presenza di cellule fluorescenti mature nel pancreas, nel fegato e nel cervello, a testimonianza che le cellule staminali di origine materna diventano parte integrante di svariati tessuti e in questa sede si differenziano e si comportano come cellule funzionalmente attive.
Questa caratteristica potrà essere sfruttata in futuro per sviluppare nuovi approcci terapeutici finalizzati al trattamento di diverse patologie, utilizzando una fonte di cellule staminali che ha il vantaggio di essere molto facile da recuperare e priva di complicazioni di natura etica.
Concludendo, care future mamme, se siete ancora in dubbio se allattare al seno o meno, oggi vi diamo una motivazione in più!