Le manovre di disostruzione pediatriche

Manovre di disostruzione pediatriche

Forse non tutti sanno che ogni anno, in Italia, circa 50 bambini perdono la vita per soffocamento da corpo estraneo.
Parti di giocattoli, palline, cibo , in particolare caramelle o alimenti non correttamente masticati..sono tanti gli oggetti che possono seriamente mettere in pericolo i nostri bambini.
In una situazione di estremo pericolo come quella che si crea a seguito dell’ingestione di un corpo estraneo l’esecuzione di una corretta manovra di disostruzione fa la differenza. In certi frangenti è importante non solo la tempestività con cui si interviene, ma soprattutto la correttezza delle manovre che vengono applicate: purtroppo, infatti, la maggior parte dei decessi per ostruzione delle vie aeree è causata dalla mancata preparazione del soccorritore che, seguendo il proprio istinto, complica maggiormente la situazione.
A questo proposito è fondamentale sapere che non bisogna mai prendere per i piedi un bambino ostruito o mettergli le dita in bocca: queste operazioni non solo non sono risolutive, ma mettono seriamente a rischio la sua vita.
Ognuno di noi può imparare le giuste manovre di disostruzione delle vie aeree: la Croce Rossa Italiana (http://www.cri.it/manovresalvavitapediatriche) organizza periodicamente incontri informativi e corsi formativi dedicati a genitori, baby sitter, insegnanti, e a chiunque sia a diretto contatto con soggetti in età pediatrica.
In particolare, il corso formativo è un incontro teorico-pratico in cui nell’arco di sole 2 ore, è possibile ricevere le principali nozioni relative alle manovre salvavita e passare così da soccorritore occasionale a soccorritore consapevole.
Il corso formativo segue le linee guida internazionali ILCOR (International Liason Committee On Resuscitation) e prevede l’esecuzione di esercitazioni pratiche su manichini per riprodurre le manovre su neonati e bambini.

Prodotto per la prima volta sangue artificiale a partire da cellule staminali

Sangue artificiale dalle cellule staminali

Produrre in laboratorio il primo sangue artificiale a partire da cellule staminali riprogrammate, a loro volta derivate da cellule adulte opportunamente trasformate.
A questo traguardo è giunto il gruppo di ricerca dell’Università di Wisconsin-Madison che ha recentemente pubblicato nella rivista Nature Communication i risultati ottenuti con il proprio progetto.
In effetti il processo è un po’ articolato: il punto di partenza è rappresentato da cellule adulte della pelle che, grazie ad una metodica consolidata e ampiamente sfruttata in ambito scientifico, vengono riportate ad uno stadio primitivo e trasformate in cellule staminali pluripotenti ( in gergo iPS).
Partendo da questo stadio e imitando i meccanismi che naturalmente si verificano nell’embrione, il gruppo di ricerca americano, coordinato dal Dott. Igor Slukvin, è stato in grado di differenziare le cellule staminali in globuli rossi di gruppo O, e quindi in cellule mature del sangue.
Questo traguardo porta con sé importanti ripercussioni in ambito socio sanitario, se pensiamo che attualmente la disponibilità di sangue non è in grado di soddisfare la sua richiesta.
Il prossimo traguardo che prende origine da questo importante risultato è rappresentato da uno studio sperimentale che inizierà in Gran Bretagna nel 2016 e che è finalizzato a valutare la sicurezza e l’efficacia legate all’utilizzo di sangue artificiale di gruppo 0.
Nello studio saranno arruolati anche 3 pazienti talassemici, che presentando un’anemia causata dalla ridotta o assente sintesi dell’emoglobina, sono costretti a sottoporsi a continue trasfusioni di sangue.