L’ossitocina in gravidanza

L’ossitocina in gravidanza (Pic by f_shields)

L’ossitocina è un ormone prodotto dall’ipotalamo e rilasciato nel circolo sanguigno attraverso la neuroipofisi; il suo effetto si manifesta non solo nella donna in attesa ma anche nel corso di numerose situazioni che riguardano la vita quotidiana: durante il rapporto sessuale, nell’instaurarsi di legami affettivi e di amicizia.
L’ossitocina è anche conosciuta come l’ormone dell’amore, in virtù dello stretto legame esistente tra la sua azione e la sensazione di benessere che genera nell’organismo. Tale sensazione è correlata alla capacità di regolare la temperatura corporea, di ridurre la pressione sanguigna, di aumentare le difese immunitarie, di ridurre lo stress e aumentare la sopportazione del dolore.
Nel corso della gravidanza l’ossitocina favorisce la comparsa delle contrazioni di Braxton-Hicks, contrazioni in genere non dolorose dovute ad un indurimento della muscolatura uterina che hanno la funzione di mantenere l’utero tonico e di garantire un corretto afflusso di sangue alla placenta.
L’azione di questo ormone si esprime soprattutto durante il travaglio e il parto: in questa fase l’ossitocina agisce sulla muscolatura liscia dell’utero determinando la comparsa delle contrazioni che segnano l’inizio del travaglio e che permettono la fuoriuscita del bambino.
Non a caso in quest’ultimo periodo la produzione di ossitocina raggiunge i livelli più alti ed aumenta notevolmente la sensibilità dell’utero a questo ormone, attraverso un incremento del numero di recettori che rispondono alla sua azione.
Questo ruolo chiave è confermato dall’utilizzo dell’ossitocina per via endovenosa in tutte le situazioni in cui è necessario indurre il travaglio oppure accelerarlo se le contrazioni della mamma non sono efficaci.
L’effetto che l’ossitocina esercita sull’utero si manifesta anche dopo il parto, nel provocare quell’insieme di contrazioni che portano l’utero a regredire recuperando le dimensioni e la posizione che aveva prima della gravidanza (processo definito involuzione uterina).
Anche l’allattamento risente della sua azione: la suzione del neonato a livello del capezzolo induce il rilascio di ossitocina, che provoca la contrazione della muscolatura localizzata attorno alle ghiandole mammarie, favorendo in tal modo l’eiezione del latte.
Infine l’ossitocina è responsabile di generare nella mamma un innato comportamento di accudimento nei confronti del proprio bambino: questa naturale predisposizione è il frutto dell’instaurarsi di un legame profondo tra la mamma e il neonato che si genera già nei primi minuti dopo il parto (definito bonding) e che si mantiene nel tempo in modo permanente.