Secondo trimestre di gravidanza: gli esami gratuiti

Secondo trimestre di gravidanza: gli esami gratuiti (pic bylaura dye)

Qui vi abbiamo raccontato di come nel primo trimestre di gravidanza il corpo della donna si modifica e con lei il feto che inizia a bere il liquido amniotico e che, alla fine del terzo mese, è già in grado di avvertire le prime sensazioni che provengono dal corpo della mamma. Proseguiamo con il nostro racconto dei nove mesi e delle prestazioni specialistiche e diagnostiche gratuite.

Secondo trimestre di gravidanza: una perfetta sintonia

L’ingresso nel secondo trimestre di gravidanza rappresenta una sorta di rinascita: il malessere che ha accompagnato la donna nelle settimane precedenti è, nella maggior parte dei casi, un lontano ricordo.
La mamma si sente forte, piena di energie e in perfetta sintonia con la creatura che sta crescendo dentro di lei. Il legame con il proprio bambino si rafforza  anche sulla base di nuovi segnali che lui le trasmette. All’inizio del quarto mese è già possibile percepire i suoi movimenti: il bambino prende contatto con il proprio corpo toccandosi o succhiando il pollice, si gira, fa capriole, gioca con il cordone ombelicale.
Nello stesso tempo prende coscienza dello spazio attorno a sé e inizia la sua percezione del mondo esterno: coglie suoni e rumori, mostra sensibilità alla luce esterna.
Anche la mamma continua la propria trasformazione:

  • il corpo assume un aspetto più rotondo
  • il seno si ingrossa
  • la pancia aumenta in modo evidente
  • gli organi interni si riorganizzano per far spazio al bambino che inizia a crescere

Il feto nel secondo trimestre di gravidanza

Al termine del secondo trimestre di gravidanza il feto misura circa 30 cm e pesa  circa 700 grammi; lo sviluppo degli organi interni è completato, i lineamenti del volto sono ben definiti, la pelle è grinzosa ed è ricoperta in maniera uniforme da una sottile lanugine; le unghie sono ancora rudimentali, nel cervelletto  inizia a svilupparsi la “corteccia”, ovvero la parte superficiale,  che si completerà un anno e mezzo dopo la nascita.

Gli esami e la diagnosi prenatale nel secondo trimestre di gravidanza

Continuano i controlli finalizzati a valutare lo stato di salute della mamma e del bambino; in particolare, le prestazioni sanitarie gratuite del secondo trimestre sono le seguenti:

14°-18° settimana:
Urine: esame chimico-fisico e microscopico

19°-23° settimana:
Urine: esame chimico-fisico e microscopico
Ecografia ostetrica

24°-27° settimana:
Glucosio
Urine: esame chimico-fisico e microscopico

Il controllo ecografico che si esegue tra la 20° e la 23° settimana di gestazione, definito ecografia morfologica, rappresenta uno dei controlli più importanti della gravidanza, e sicuramente il più complesso, poiché è finalizzato a studiare la morfologia del feto e a evidenziare l’eventuale presenza di malformazioni.

Primo trimestre di gravidanza: gli esami gratuiti

Gli esami gratuiti all’interno del primo trimestre di gravidanza (pic by abarefoot)

Come via abbiamo anticipato qui un Decreto Ministeriale stabilisce che una coppia in attesa ha il diritto di eseguire gratuitamente alcune prestazioni specialistiche e diagnostiche. Percorriamo la gravidanza attraverso i tre trimestri di gestazione.

Primo trimestre di gravidanza: il corpo si trasforma

Il primo trimestre di gravidanza è un periodo molto particolare, in cui la gioia per il lieto evento si mescola a sensazioni e sentimenti del tutto nuovi, in parte legati agli importanti cambiamenti in atto nel corpo femminile.
La percezione che la futura mamma ha del proprio corpo e dell’esperienza che sta vivendo è del tutto soggettiva: talvolta i sintomi sono assenti, in altri casi sono avvertiti in maniera prorompente, quasi destabilizzante.
Il corpo femminile si trasforma per preparare un ambiente idoneo alla nuova vita che sta crescendo: l’utero si ingrossa, si formano la placenta e il cordone ombelicale, il bacino si allarga, inizia la produzione di ormoni fondamentali per il corretto proseguimento della gravidanza che sono responsabili della sensazione di malessere caratteristica di questo periodo.

Il feto nel primo trimestre di gravidanza

Al termine del primo trimestre il feto raggiunge una lunghezza media di circa 7 cm e un peso di 50 g; molti organi interni sono formati, il cuore batte regolarmente, il bambino ha iniziato a bere il liquido amniotico e a produrre meconio, gli arti sono formati, i lineamenti del viso sono abbastanza definiti. Il bambino, inoltre, è già in grado di avvertire le prime sensazioni che provengono dal corpo della mamma.

Gli esami e la diagnosi prenatale nel primo trimestre di gravidanza

E’, probabilmente, il periodo più delicato della gravidanza, perché vede la formazione del tubo neurale, l’abbozzo del sistema nervoso centrale per il cui corretto sviluppo è fondamentale che la mamma assuma acido folico nei primi mesi di gestazione.
In questo momento, infine, i futuri genitori devono decidere se intraprendere un percorso di diagnosi prenatale: si tratta di una scelta importante che è legata a tempistiche precise e che è talvolta raccomandata in casi considerati a rischio.
Per una gravidanza fisiologica, cioè priva di complicazioni, i controlli che la mamma effettua nel corso dei 9 mesi sono in genere mensili .

Tra gli esami che il ginecologo prescrive periodicamente, alcuni risultano come prestazioni sanitarie gratuite; quelle relative al primo trimestre sono le seguenti:

Inizio gravidanza, possibilmente entro la 13° settimana e comunque al primo controllo:

  • Emocromo: Hb, GR,GB,HCT,PLT,IND.DERIV.,F.L.H.
  • Gruppo Sanguigno: ABO ed Rh
  • Aspartato Aminotransferasi (AST)(GOT)
  • Alanina Aminotransferasi (ALT)(GPT)
  • Virus Rosolia: ricerca degli anticorpi
  • Toxoplasma: ricerca degli anticorpi (E.I.A.)
  • Treponema Pallidum (Sifilide): ricerca degli anticorpo (TPHA, VDRL, RPR).
  • Virus Immunodeficienza Acquisita (HIV1-2) : ricerca degli anticorpi
  • Glucosio
  • Test di Coombs indiretto (Anticorpi Anti Eritrociti) da ripetersi ogni mese in caso di donne con Rh negativo a rischio di immunizzazione.
  • Urine: esame chimico-fisico e microscopico
  • Ecografia ostetrica

Le cellule staminali della corteccia cerebrale responsabili delle funzioni cognitive

Le cellule staminali responsabili delle funzioni cognitive (pic by dierk scahefer)

Il cervello umano continua a sorprenderci.
E’ recente la scoperta, annunciata dai ricercatori dello Scripps Research Institute di La Jolla (California), che negli strati più esterni della corteccia cerebrale esiste una specifica popolazione di cellule staminali che dà origine ai neuroni responsabili delle funzioni cognitive:

  • intelletto
  • memoria
  • pensiero
  • linguaggio

Questo studio, coordinato dal Prof. Ulrich Mueller e realizzato sul topo, ha chiarito che esistono popolazioni distinte di cellule staminali alle cui caratteristiche si riconducono le diverse funzioni delle cellule nervose.
La possibilità di isolare queste popolazioni di cellule staminali e di coltivarle in laboratorio permetterebbe di trattare disturbi di tipo cognitivo come l’autismo o la schizofrenia, che sono determinati da lesioni a carico delle cellule nervose localizzate nella parte esterna della corteccia.
Ciò che i ricercatori auspicano è di riuscire a produrre in vitro cellule neuronali in grado di sostituirsi a quelle danneggiate, con la speranza di recuperare le funzioni cerebrali superiori che risultano compromesse nei soggetti che presentano questi disturbi di natura cognitiva.

Malattie genetiche: l’analisi genetica della coppia

Quando eseguire l’analisi genetica della coppia (pic by Jsome1)

Nel caso in cui una coppia che desidera un figlio presenti una storia familiare caratterizzata da malattie genetiche quali:

è consigliabile intraprendere un’analisi genetica di coppia volta a evidenziare il rischio che il bambino sia affetto dalla stessa patologia.

E’ possibile infatti che i genitori siano portatori sani della malattia, cioè possiedano la mutazione genetica che la determina senza manifestarne alcun segno clinico.

Questa condizione identifica le malattie genetiche definite autosomiche recessive, che si manifestano solo nel caso in cui il difetto che causa la patologia è presente su entrambi i geni coinvolti; in questa condizione inoltre entrambi i genitori devono possedere l’errore genetico affinchè i figli ereditino la malattia.

L’analisi genetica di coppia ha lo scopo di verificare se i futuri genitori sono portatori asintomatici del gene mutato, e di calcolare il rischio che la patologia possa essere trasferita ai figli.

Una coppia di genitori portatori sani ha una probabilità su quattro (25%) di avere un figlio malato: se nella storia familiare di una coppia esistono casi di malattie ereditarie è dunque consigliabile ricorrere ad una consulenza genetica ed effettuare un’analisi genetica di coppia, possibilmente prima della gravidanza.

Non si tratta di una procedura invasiva, poichè richiede un semplice prelievo di sangue da parte di entrambi i genitori e permette di avere una risposta con un livello di affidabilità piuttosto elevato, superiore all’80%.